LA SCELTA DEL LAVELLO
La gamma di lavelli in commercio è davvero imponente, contemplando una moltitudine di soluzioni e materiali adottati.
In molti concordano nell'affermare che quelli in
[***]acciaio,acciaio[/***] inox siano da preferire ad altri, in quanto praticamente indistruttibili (se non si bada troppo ad antipatici graffi), igienici e totalmente riciclabili. Se ne trovano sia con
vasche saldate , tipicamente squadrate ed apprezzate per la loro profondità e capienza, che
monostampo, ricavate da un unico foglio di [***]acciaio,acciaio[/***]. Questa soluzione presenta alcuni svantaggi in termini di capacità, essendo meno profonde e realizzate con [***]acciaio,acciaio[/***] meno spesso. Ne deriva il tipico raccordo particolarmente ampio tra il fondo del lavello e le sue pareti. E' noto che l'[***]acciaio,acciaio[/***] non nasconde alla vista le macchie di calcare formate dall'acqua, ma è anche vero che oggi esistono prodotti efficaci allo scopo.
Più difficoltosa invece la pulizia dell'[***]acciaio,acciaio[/***] [***]goffrato,goffrato[/***], che a causa dei suoi rilievi richiede sicuramente uno sforzo maggiore ma che assicura una maggiore resistenza ai graffi.
Di moda ed attuali anche i lavelli
[***]smaltati,smalto[/***], che tuttavia, a causa dell'estrema fragilità dello [***]smalto,smalto[/***] sono molto sensibili agli urti, subendo spiacevoli scheggiature.
La varietà è davvero ampia nel caso dei lavelli
in resina, spesso anche convenienti economicamente, ancora più spesso però di qualità dubbia. Sono diversi i punti a sfavore della resina: in primis proprio la loro pulizia. Da principio, quando la superficie è liscia e compatta risulteranno molto pratici, ma con il passare del tempo la formazione di inevitabili graffi e porosità tratterrà lo sporco, rendendone difficile la rimozione. Un altro problema è la scarsa attitudine di questo materiale a resistere a dilatazioni termiche. Un lavello deve spesso sopportare escursioni termiche molto ampie, dall'acqua bollente della pasta a quella fredda, che alla lunga possono portare a gravi rotture quando la resina perde con il tempo parte della propria elasticità.
Tra le resine in commercio una menzione a parte merita la
fragranite, un composto di granito che sopperisce egregiamente ai sopracitati problemi di durata, resistendo anche bene a macchie e urti.
Autore: Massimo Di Paolo
ALTRI ARTICOLI CORRELATI: